Cultura

Il Ramadan, uno dei cinque pilastri dell'Islam

Il Ramadan è una delle feste religiose più osservate dai musulmani perché uno dei...

Aurora Otelli Maria Marasca Maggio · 4 min. per leggerlo
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Il Ramadan è una delle feste religiose più osservate dai musulmani perché uno dei “cinque pilastri dell’Islam” ovvero: la testimonianza di fede, le preghiere rituali, il digiuno durante il mese di Ramadan, l’elemosina canonica e il pellegrinaggio alla Mecca. Il Ramadan cade nel nono mese del calendario islamico e la sua data varia ogni anno. La festa del Ramadan inizia nel periodo della preghiera del Fajr (l’alba) e termina al tramonto del sole del trentesimo giorno. Tutti i musulmani devono osservare trenta giorni di digiuno durante le ore diurne di ogni giornata. Dall’alba al tramonto di ognuno di questi giorni non devono né mangiare né bere, non mettere profumi, non fumare, non provare piacere di nessun genere e non lavorare. Mentre nelle ore notturne è permesso mangiare, bere e fare festa. I bambini piccoli non digiunano durante il mese di Ramadan. Inizieranno con un digiuno di un solo giorno al compimento del dodicesimo anno d’età, poi di due giorni, di dieci giorni… fino ad arrivare a trenta giorni. Gli adulti che non hanno la possibilità di rispettare il digiuno per ragioni varie possono astenersi dal farlo ma dovranno compensare facendo la carità o dando da mangiare a persone in difficoltà. Inoltre, dovranno recuperare i giorni persi, appena possibile.

Qual è l’origine della festa del Ramadan?

Il Corano afferma che è durante questo mese che Maometto (che era solito digiunare tre volte al mese) avrebbe ricevuto la rivelazione da parte dell’arcangelo Gabriele. Il mese di Ramadan è però anche un periodo di feste e convivialità. Ogni famiglia riceve quindi amici e famigliari per rompere il digiuno e mangiare e bere insieme al calare della notte. Per fare un buon Ramadan, è necessario astenersi da ogni brutta azione e da ogni cattivo pensiero. Il senso del Ramadan è purificare il corpo e lo spirito. Con l’osservanza rigorosa del digiuno s’insegna l’autodisciplina, la pazienza e l’amore per Dio. La fine del Ramadan si festeggia con l’interruzione del digiuno, lo “Id al-fitr” che prevede visite a familiari e amici, grandi banchetti e grandi feste. La vigilia del ventisettesimo giorno del mese di Ramadan cade la “Notte del destino”, la notte più importante dell’anno poiché corrisponde alla notte in cui è stato rivelato il Sacro Corano. E’ la notte durante la quale “le porte del paradiso si spalancano, quelle dell’inferno si chiudono e i demoni sono incatenati”. Le famiglie si recano in moschea per pregare tutta la notte. L' Iftar si celebra al calare del sole: si comincia mangiando un dattero in ricordo della maniera in cui il profeta Maometto spezzò il digiuno. Solitamente si alternano tre portate, la prima composta da un numero dispari di datteri seguiti dall'acqua, da bere a piccoli sorsi per poi fare la preghiera del Maghrib. Terminato questo rituale si può mangiare serenamente; solitamente si comincia con una zuppa a base di lenticchie, pollo, avena e patate. L'ultima portata è in genere la più abbondante e varia a seconda di quanta fame ha il fedele. In questa fase si iniziano a consumare anche bevande fredde per dissetarsi, se il digiuno capita in un periodo caldo. Di notte ci si può concedere della frutta, qualche dolcino o bere succhi di frutta.
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